La storia di un’adolescente mette in allerta sul consumo di tè verde.

In moltissimi bevono il tè verde per la propria salute. Si ritiene, infatti, che questa bevanda possa essere d'aiuto contro infiammazioni o emorragie, per esempio. Il tè verde è anche raccomandato per perdere peso, poiché si dice che stimoli metabolismo e aiuti quindi a bruciare calorie. 

Questo, invece, è quanto un'adolescente inglese di 16 anni ha sperimentato sulla propria pelle: la sua vicenda è stata oggetto di uno studio (documento in lingua inglese). 

Pixabay

Con lo scopo di perdere peso, la ragazza ha ordinato due cartoni di tè verde dalla Cina: ciascuna confezione conteneva 100 bustine. Ha poi assunto tre tazze della bevanda per alcuni mesi, prima di cominciare a sviluppare un certo malessere, con sintomi come nausea, vertigini, dolore su tutto il corpo. 

Chubykin Arkady/shutterstock

Si è recata così dal dottore, immaginando di avere un'infezione urinaria, ma gli antibiotici non l'aiutavano a guarire - continuava a stare male. Sino a che non è andata al pronto soccorso di Birmingham, dove le è stata diagnosticata una forma acuta di epatite! 

I dottori hanno ritenuto che i danni al fegato fossero stati provocati da un ingrediente contenuto nel tè chiamato camellia sinensis. Altri specialisti hanno proposto la teoria che fosse colpa dei pesticidi utilizzati nell'agricoltura in Cina. 

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La causa non è ancora del tutto certa, e ci sarà bisogno di ulteriori accertamenti, ma resta il fatto che, non appena la ragazza ha smesso di assumere il tè, ha cominciato lentamente a stare meglio. 

Questa vicenda ci insegna che dobbiamo sempre verificare gli ingredienti del cibo e delle bevande che consumiamo - soprattutto se questi contengono agenti chimici sospetti. Solo successivamente possiamo determinare se questi alimenti sono effettivamente sani per noi, o meno. 

Questa storia è decisamente abbastanza per frenarvi dall'acquistare del cibo o delle bevande online, specialmente in un paese nel quale l'agricoltura non è regolamentata in modo saldo e a garanzia dei consumatori. 

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