La città invita i passeggeri bloccati a rimanere dopo l’11 settembre.

La storia che vi presentiamo oggi è un meraviglioso esempio di quanto siano importanti gentilezza ed empatia nei momenti di crisi. Si tratta di alcuni fatti accaduti l'11 settembre 2001 e che probabilmente vi faranno piangere:

"Mia madre, come molti di voi già sapranno, lavora per Air Canada e ha ricevuto questo da un collega. È stato scritto da un membro della Delta Flight di nome Nazim:

Ci trovavamo a 5 ore di volo da Francoforte, stavamo sorvolando il Nord Atlantico e io mi stavo riposando, come previsto dalla mia tabella per quel giorno. All'improvviso le tendine sono state aperte e mi è stato richiesto di andare con urgenza dal capitano. Arrivato lì ho subito capito che c'era qualcosa che non andava. Il capitano mi ha dato un foglio stampato, veniva da Atlanta ed era indirizzato a tutto il personale: "Tutti gli aeroporti sugli Stati Uniti sono chiusi. Si consiglia di atterrare quanto prima nell'aeroporto più vicino".

Quando arriva un messaggio del genere, in cui si consiglia di atterrare quanto prima, ma senza comunicare una destinazione precisa è chiaro che si tratta di una situazione estremamente seria e che c'è necessità di trovare una pista velocemente. L'aeroporto più vicino, a quel punto, si trovava a 400 miglia, proprio sopra la nostra spalla destra, a Gander, sull'isola di Terranova.

Pubblicato da Gander International Airport su Martedì 7 luglio 2009

È stata inoltrata una veloce richiesta al controllo traffico del Canada e ci è stato dato il via libera. Abbiamo scoperto solo dopo come mai non c'era stata alcuna esitazione. Al personale di bordo è stato quindi indicato di prepararsi velocemente per l'atterraggio. Mentre svolgevamo queste operazioni è arrivato un messaggio da Atlanta che ci avvisava di alcuni attacchi terroristici a New York. Quando sono andato nella cabina di pilotaggio ho scoperto che alcuni aerei erano stati dirottati e si erano schiantati contro degli edifici. Abbiamo così deciso di fare un annuncio e MENTIRE ai passeggeri per il momento. Abbiamo comunicato che a causa di un problema sorto sul velivolo avevamo deciso di atterrare su Gander. Inutile dire che molti passeggeri non erano contenti della deviazione.

Siamo atterrati a Gander circa 40 minuti dopo l'inizio di tutto. E c'erano già più di 20 aerei provenienti da tutto il mondo. Una volta terminate le operazioni di parcheggio il capitano ha fatto il seguente annuncio: "Signore e signori, vi starete chiedendo come mai ci siano tutti questi aerei in pista e se hanno tutti avuto lo stesso problema. In realtà, siamo qui per un'ottima ragione", continuando poi a spiegare quanto conoscevamo su quello che stava accadendo negli Stati Uniti. Ci sono state le reazioni più disparate. Erano le 12:30 in quel momento (ossia le 11 del mattino a New York).

Dalla torre di controllo ci avevano detto di rimanere sul velivolo, non eravamo autorizzati a scendere. Nè tanto meno qualcuno da terra era autorizzato a venire sull'aereo. Sarebbero arrivate di lì a poco le macchine della polizia dell'aeroporto, le uniche autorizzate ad avvicinarsi. Nelle ore successive solo a Gander sono atterrati in totale 53 velivoli provenienti da tutto il mondo, 27 dei quali erano americani.

Ci era stato comunicato che gli aerei sarebbero tutti stati disimbarcati, uno per volta, ma dando la priorità a quelli stranieri.

 

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Noi eravamo al numero 14 tra i voli americani. Ci era stato detto che il nostro turno sarebbe arrivato alle 18. Nel frattempo le notizie sono iniziate ad arrivare e abbiamo saputo che si trattava del World Trade Center a New York e del Pentagono a Washington.

La gente provava a utilizzare i cellulari ma era impossibile dal momento che eravamo in Canada. Alcuni erano riusciti a farli funzionare, ma avevano ricevuto un messaggio dall'operatore canadese che li avvertiva che le linee americane erano bloccate. Più tardi quel giorno ci era arrivata la notizia che il World Trade Center era crollato e che c'era stato un quarto dirottamento finito con la caduta di un altro aereo.

Ormai i passeggeri erano esausti, oltre che emotivamente molto provati, ma sono rimasti calmi, sapendo anche che non erano i soli in quella situazione. C'erano altri 52 aerei intorno a noi. Come comunicato in precedenza, alle 18 dall'aeroporto di Gander ci è stato comunicato che saremmo potuti scendere il giorno dopo alle 11 del mattino. I passeggeri lo hanno preso come l'ultima fatica e si sono preparati a trascorrere la notte in aereo.

La città di Gander ha 10.400 abitanti. La Croce Rossa si sarebbe occupata di 10.500 passeggeri. Ci era stato detto di andare in albergo e rilassarci e che avremmo ricevuto una chiamata quando sarebbe stato il nostro turno di partire, ma di non aspettarla a breve. Abbiamo scoperto delle vittime degli attacchi solo una volta in albergo, prima avevamo fatto un giro in città e avevamo goduto della splendida ospitalità della gente che sapeva che eravamo "le persone dell'aereo". Nei due giorni successivi siamo stati molto bene, ci hanno chiamato il 14 settembre, alle 7 del mattino, siamo andati in aeroporto alle 8:30 e partiti per Atlanta alle 12:30 atterrando in città alle 16:30 circa, ora locale (la differenza di orario con Gander era di un'ora e mezzo). Ma non è questo che volevo raccontarvi, ma quello che ci hanno riferito i passeggeri.

Abbiamo scoperto che a Gander e nei paesi vicini, nel raggio di 75 chilometri, avevano chiuso scuole, sale conferenze e altri luoghi di aggregazione. E li avevano convertiti in posti per l'accoglienza. E tutti gli studenti delle superiori DOVEVANo fare i volontari per prendersi cura degli "OSPITI".

I nostri 218 passeggeri erano finiti in una cittadina che si chiama Lewisporte, a circa 45 chilometri da Gander. Ed erano stati in una scuola superiore. 

 

Our pretty little town :) #lewisporte #lewisportemarina #newfoundland #cessna172 @smithwoolfrey

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E se c'erano donne che volevano essere accolte in strutture per sole donne, era stato pensato anche a quello. Le famiglie venivano tenute insieme, mentre gli anziani non avevano altra scelta se non andare in case private. Una donna incinta era stata alloggiata in un'abitazione privata non lontano da un centro di primo soccorso. C'erano medici e infermieri, sia uomini che donne, a disposizione della gente. Telefonate e accesso internet per Stati Uniti ed Europa erano stati garantiti a tutti.

Durante il giorno i passeggeri potevano scegliere tra diverse "escursioni". Alcuni erano andati a fare un giro in barca, altri una passeggiata nei boschi, i forni locali erano rimasti aperti fino a tardi per garantire pane fresco a tutti. I residenti avevano preparato in casa il cibo e lo avevano portato nei luoghi di accoglienza. Altri erano stati addirittura portati nei ristoranti, erano stati dati loro i gettoni per le lavanderie automatiche, per assicurarsi che avessero vestiti puliti nonostante i bagagli fossero ancora sull'aereo.

In altre parole, ogni singolo bisogno dei passeggeri era stato soddisfatto.

Pubblicato da Gander International Airport su Lunedì 7 luglio 2014

Erano stati anche accompagnati in aeroporto e senza che nessuno si fosse perso per strada. E questo grazie alla Croce Rossa che aveva tutte le informazioni sui gruppi e sulle partenze. Incredibile davvero.

Quando i passeggeri sono saliti a bordo, sembrava fossero tornati da una crociera. Si conoscevano tutti per nome, si raccontavano storie, cercando di capire chi fosse stato meglio. Il volo di ritorno ad Atlanta sembrava una festa, le persone si scambiavano i numeri di telefono, indirizzi mail... E poi è successa una cosa strana. Uno dei passeggeri in business class mi ha chiesto se poteva parlare con gli altri passeggeri usando il microfono. Non è una pratica che permettiamo, mai, ma gli ho detto di sì. L'uomo ha preso la parola ricordando a tutti quello che avevano vissuto negli ultimi giorni, ha ricordato l'ospitalità ricevuta da completi sconosciuti. Ha poi detto che avrebbe voluto dare qualcosa in cambio ai cittadini di Lewisporte. E ha detto che avrebbe aperto un fondo fiduciario con il nome DELTA 15 (il numero del nostro volo). Lo scopo era quello di creare delle borse di studio per i ragazzi della cittadina per aiutarli con le tasse universitarie. Ha quindi chiesto agli altri passeggeri di donare. Quando abbiamo ricevuto i dettagli del conto abbiamo scoperto che erano stati raccolti 14.500 dollari. Abbiamo saputo che l'uomo era un dirigente della Virginia e che si sarebbe occupato di attivare la borsa di studio".

Una storia molto commovente, che dimostra come a volte il lato più umano delle persone viene fuori proprio nelle situazioni di emergenza.

Fonte:

snopes.com

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